Un antico confine tra Ampezzo e San Vito...

La muraglia di Giau

Giau è un "catino d'erba e di boschi" a nord-est di San Vito-Cortina, che da sempre appartiene al territorio di San Vito e dove ogni estate il bestiame sale ancora per la monticazione.

Per dirimere le continue contese tra San Vito e Cortina riguardanti il pascolo di questo ambito sito, la Commissione Internazionale Austriaco-Veneta, riunitasi a Rovereto, emise nel 1752 una sentenza che obbligava i sanvitesi a costruire a proprie spese una muraglia da roccia a roccia per chiudere la valle.

Alta almeno sei piedi, larga alla base almeno cinque e due in alto, doveva essere costruita entro novanta giorni dalla pubblicazione della sentenza, pena la perdita del pascolo.
I sanvitesi ci riuscirono. Era l'estate del 1753. Ancora oggi la muraglia, con i cippi e le lapidi confinarie, è ben visibile e costituisce una interessantissima meta di visita.

La Storia

Il 24 giugno 1753 vengono dati inizio ai lavori ed il 18 settembre l'opera è completata a regola d'arte per una lunghezza di circa 2 km e con una spesa di 13600 lire oro (il valore di allora di 6800 mucche).

Così grazie ai sudori, ai sacrifici ed al denaro dei nostri avi in Rovereto il 10 ottobre 1753 Paride, conte di Wolkenstein e Francesco Morosini sottoscrissero che: "... Avuta da questa Imperial Regia e Veneta Commissione la notizia essersi terminata nelle previste misure la marogna che doveva effettuarsi dalla Comunità di San Vito sul monte Giau..., in modo che verificandosi la relazione della marogna interamente compita, il che ora di certo si suppose, non abbia, né per adesso né per l'avvenire, più luogo la vendita o perpetua locazione in caso contrario prevista dal trattato. Restando però sempre vivo il debito alla medesima di dover mantenere a spese proprie la suddetta fabbrica nella forma e misura comandata".

E da allora tra la comunità di San Vito e quella d'Ampezzo, almeno per il Giau, fu tregua.

Il primo documento che afferma che Giau appartiene a San Vito risale al 1 luglio 1331, (così come riportato in altro del 1406) e sottoscritto dagli Ampezzani e riconosceva ai sanvitesi i confini come già stati assegnati fin dai tempi antichi. Ampezzo tentò più volte di rivendicare ancora diritti su quel territorio, ma poiché il possesso dei pascoli montani era questione di vita o di morte (e non solo in senso letterale) i nostri antenati vi si opposero risolutamente, ottenendo soddisfazione allora ed in seguito (trattati e sentenze del 1333, 1336, 1365, 1406, 1448).

Finché Ampezzo e San Vito facevano parte ambedue della Comunità di Cadore, si trattava di beghe confinarie interne, ma quando il primo, nel 1518, restò asburgico ogni successiva recriminazione divenne questione internazionale in quanto toccava confini di stato (Repubblica Veneta ed Impero).
Ecco così la sentenza di Feltre del 1582 con Grimani per la Serenissima ed il barone Trautson per la controparte ed altra nuovamente nel 1589. Ancora nel 1734 (dopo altre scaramucce e liti accorse nel tempo) l'ampezzano Pietro Ghedina, parroco di Marebbe, scriveva per conto dei suoi compatrioti all'Augustissimo Sovrano che i sanvitesi non potevano vantare alcun diritto perché "Giau ha il monte et acqua pendente verso Ampezzo".

Nell'anno 1752 l'incarico di scrivere la parola fine alle contese di frontiera fra il Tirolo e Venezia venne data ad una commissione internazionale munita di pieni poteri che si riunì a Rovereto. Per quanto riguarda Giau la Commissione riconobbe quanto stabilito dalle sentenze del 1582 e del 1589 (ovvero la proprietà di San Vito) ma vi aggiunse una innovazione: le disposizioni relative alla "marogna".

Questo il dictat: ... "Così la Commissione ferma nel suo principio di impedire in quanto sia possibile ogni promiscuità, ingiunge alla comunità di San Vito già disposta il preciso obbligo di dover a sue proprie spese alzare una marogna di pietra di piedi sei (m. 1,80) di altezza, grossa al fondo piedi 5 (m. 1,50) ed in cima 2 (m. 0,60) la quale sarà condotta da un monte all'altro, principiando dal Sasso Isolato della Gusella sino al termine della Forzella, per serrare tutta la valle troppo comoda al trapasso degli animali; intendendosi ancora obbligata la stessa Comunità al mantenimento perpetuo della detta masiera, come pure del restello, con il quale dovrà essere assicurata la bocca della medema dove passa per mezzo della strada inserviente a comune uso...".

E questa la minaccia in caso di inadempienza:
... "Quando poi tal opera di marogna non fosse terminata, entro lo spazio di mesi tre dopo la pubblicazione del Trattato nella qui prescritta forma, in tal caso il sito compreso in quella estensione e rappresentato dal disegno avrà da essere venduto o dato in perpetua affittanza dalla comunità di San Vito a quella di Ampezzo...".


TESTI DI APPROFONDIMENTO

GIOVANNI FABBIANI,"S.Vito, Borca, Vodo e Venas nella storia"..
VINCENZO MENEGUS TAMBURIN,"Breve storia del Cadore".

Storia della Muraglia:
GIUSEPPE RICHEBUONO,"Contese per i confini fra le comunità di Ampezzo e di S. Vito di Cadore"
MARIO FERRUCCIO BELLI,"Giau e il muro della pace"

Biblioteche

Bibl.comunale di San Vito: tel.0436 890630
Bibl.comunale di Borca: tel.0435 482449
Bibl.Istituto Ladin de la Dolomites: sito web
Bibl. civica di Cortina: sito web

Rievocazioni storiche

Viaggio nel passato: antichi mestieri e scene di vita di fine'800.
Luogo: Valle di Cadore
Info: Ufficio Turistico Valle di Cadore, tel.0435.501527

Link

Approfondimento sull'uomo di Mondeval
file PDF
Museo "Vittorino Cazzetta"
- reperti dell'Uomo di Mondeval
Istituto Ladin de la Dolomites
www.ellisislandrecords.com (lingua inglese)
Per sapere i dati relativi allo sbarco degli emigrati cadorini negli States.


DATE STORICHE

1985 - Ritrovamento dell'Uomo di Mondeval
Anni'30 - Avvio imprenditoria turistica.
1917/18 - Invasione durante il conflitto mondiale.
1866 - Fine dominazione austriaca. Il Cadore entra nel Regno d'Italia.
1797 - Caduta Repubblica Veneta e inizio dominazione austriaca.
1753 - Costruzione Muraglia di Giau.
1227 - Primi Statuti e Laudi a San Vito.